La Val Tassaro

La Valle del Torrente Tassaro

La valle del Rio Tassaro , che si estende in comune di Vetto tra gli abitati di Pineto , Crovara , Scalucchia e Spigone è stata riconosciuta dall’Unione Europea come area di interesse comunitario ( sito SIC ): questo riconoscimento è stato  sancito nel 2006.

La valle del Tassaro , oltre al suo pregevole ambiente naturale, è caratterizzata dalla concomitante presenza di un ricco patrimonio storico artistico che contempla rilevanti testimonianze architettoniche risalenti al medioevo: la zona costituì infatti per secoli l’antico feudo della famiglia Da Palude , il cui capostipite , Arduino Da Palude era direttamente imparentato con la Gran Contessa Matilde di Canossa.

L’area SIC offre numerose opportunità per il turismo culturale , per le attività sportive all’aria aperta, per l’escursionismo e per il turismo fotografico , faunistico e naturalistico.

Centro Visite e Museo Naturalistico/Etnografico della Valle del Tassaro

Il centro visite – museo è stato ricavato nell’ex stalla dell’edificio contadino di Crovara: al suo interno  sono presenti dei pannelli che descrivono l’ambiente naturale della Val Tassaro , due vetrine contenenti cassette entomologiche , oggetti di interesse naturalistico, libri antichi e numerosi reperti scultorei provenienti dal soprastante castello; tra questi si segnalano alcune grandi palle di trabucco (possente arma ossidionale utilizzata nel corso degli aspri assedi medievali  che portarono all’espugnazione del castello).

Nel centro visite è inoltre ospitata la Banca Dati Naturalistici e Culturali   della Val Tassaro costituita da numerose schede digitali che descrivono le principali specie animali ed i beni culturali della valle.

La Chiesa di Crovara

La prima citazione della chiesa di Crovara risale al 1357 epoca in cui era probabilmente situata all’interno della cinta difensiva castellana .La chiesa attuale , di origine seicentesca , ha una pianta rettangolare , è singolare la collocazione del campanile , situato nell’estremità settentrionale dell’edificio . La torre campanaria è a pianta quadrata con un ampia cella sorretta da grandi bifore in laterizio ; alla sua base è situata la vecchia canonica . Nel fianco occidentale dell’edificio religioso è notabile un portale ad arco riconducibile al XVII secolo. All’interno si conservano importanti opere pittoriche ed altri arredi di notevole interesse storico – artistico .Notabile una tela seicentesca con scritta dedicatoria dei Da Palude , vari manufatti in legno intagliato ed il pregevole corredo che anticamente accompagnava le funzioni religiose.

Su di un fianco è visibile un’arenaria scolpita con una raffigurazione demoniaca rintracciata fra le rovine del castello.

La Rocca di Crovara

I ruderi dell’antica rocca di Crovara si innalzano immediatamente al di sopra del Centro visite – Museo Naturalistico , sulla sommità della rupe rocciosa che lo sovrasta ; per raggiungerli si segue per poche decine di metri il tratturo che risale il pendio nel fianco settentrionale del campanile della chiesa. Sul pianoro sommitale si trovano i resti del possente mastio , dei depositi e delle cisterne del munito castello che appartenne ai Conti Da Palude. Tutto il pianoro è delimitato dai residui dell’antica cinta muraria . Due bacheche con cartelli descrittivi facilitano la comprensione delle caratteristiche dell’antico maniero che fu al centro di acerrimi scontri durante il medioevo , poiché in quel periodo divenne il baluardo dei Ghibellini che si opponevano ai Guelfi che governavano le vicine città di Parma e Reggio .Per questo motivo la rocca fu assediata e conquistata utilizzando alcune tra le più possenti macchine da guerra del tempo : i trabucchi , le cui grandi palle sono state ritrovate nel corso dei restauri del fabbricato colonico attualmente adibito a Centro visite ed esposte nel locale museo.

IL SENTIERO NATURA DELLA VALLE DEL TASSARO

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Itinerario stradale per raggiungere il sentiero

Per raggiungere il sentiero Natura della valle del Tassaro occorre percorrere la strada provinciale della val d’Enza fino al ponte sul torrente Tassobio in località Buvolo. In quest’ultima località si incontra con la strada comunale diretta a Piagnolo , seguendo la quale. Dopo circa 6 KM , si raggiunge Scalucchia , dove inizia il sentiero Natura.

Consiglie e Avertenze

Si consiglia di percorrere il sentiero Natura nei mesi da marzo ad ottobre per ammirare anche la fioritura delle innumerevoli specie erbacee. Nel percorrere il sentiero occorre mantenere un comportamento silenzioso rispettando la natura circostante e tutte le attività agricole. Si consiglia di non abbandonare il sentiero segnalato.

Descrizione del Percorso

Il sentiero natura inizia in corrispondenza dell’antica borgata di Scalucchia. All’ingresso del paese occorre imboccare la carrareccia che prosegue rivolta a Sud inoltrandosi nei coltivi che fiancheggiano la vallata del torrente Tassaro. Il tracciato comodamente percorribile entra ben presto nel folto querceto misto che ammanta i versanti vallivi in sinistra idrografica , proseguendo in costante salita sino ad entrare nel borgo medievale di Spigone.
Poco prima dell’abitato il sentiero fiancheggia un monumentale castagno fra i più vecchi della provincia di Reggio Emilia , ultimo testimone del grande castagneto che , nei secoli passati , si estendeva in zona.
Raggiunto Spigone occorre costeggiare in direzione sud est la carrozzabile che unisce Spigone a Pineto, attraversando le interessanti sorgenti calcaree del Volvata, giungendo a Pineto, donde , seguendo il segnavia bianco e rosso si scende nel folto bosco entrando nell’antico borgo di Legoreccio e di qui , per carrareccia , si prosegue per Crovara e nuovamente a Scalucchia.

Informazioni per la Percorribilità del Sentiero

Il sentiero Natura è interamente contrassegnato con segnavia bianco e rosso. Nel percorrere l’itinerario è tuttavia opportuno leggere la carta topografica che facilita il riconoscimento dei luoghi e l’individuazione dei punti didattici.

DESCRIZIONE DEI PUNTI DIDATTICI

Punto didattico numero 1 - Scalucchia

Il borgo appartenne anticamente alla nobile famiglia dei Da Palude, la cui rocca si ergeva nel versante opposto della valle cola del rio Tassaro, in posizione antistante l’abitato.
Nonostante le numerose recenti ristrutturazioni sono visibili fabbricati di antica origine, nonché i resti di portali , finestre ed altri manufatti risalenti al tardo medioevo ed al XVI – XVII secolo. All’ingresso del paese è osservabile un metato (essicatoio per castagne).

Punto didattico numero 2 - Val Tassaro

Il rio è caratterizzato da una elevata qualità delle acque dovuta al fatto che non sono presenti significativi apporti inquinanti all’interno del suo bacino idrografico . Nelle acque sono tutt’ora presenti gamberi d’acqua dolce, vaironi e numerosi macroinvertebrati. Poco a valle di Scalucchia il torrente da origine ad una suggestiva cascata, tra le più alte del medio appennino Reggiano, raggiungibile dal fondovalle del torrente Tassobio e dalla località di Crovara e Scalucchia.

Punto didattico numero 3 - Il Grande Castagno

E uno dei più vecchi e imponenti castagni della provincia di Reggio Emilia; l’albero che misura alla base quasi nove metri di circonferenza è in parte ricoperto da edera. Questo albero che ha un’età di alcuni secoli, costituisce la diretta testimonianza del valore alimentare delle castagne che nel passato costituivano l’autentico pane delle popolazioni montanare.

Punto didattico numero 4 - Spigone

L’abitato di Spigone è situato in prossimità dell’antica rocca di rebecco, un tempo tra le più importanti del territorio della media val d’Enza. L’attuale abitato ebbe origine nel tardo medio evo come attestano alcuni fabbricati che conservano elementi costruttivi del XV e XVI secolo; significativo nell’estremità occidentale del paese , un sottopasso ad arco sormontato da un fabbricato cinquecentesco contraddistinto da una rampa coperta che conduce al primo piano.

Punto didattico numero 5 - Le Sorgenti Calcaree del Rio Volvata

Il rio Tassaro è alimentato da numerose sorgenti: le più importanti son probabilmente quelle del rio Volvata; esse scaturiscono a breve distanza dalla strada che unisce Spigone a Pineto; l’abbondanza di sali di calcio determina vistosi fenomeni di incrostazione travertinosa che ingombrano l’alveo, creando gradonature assai suggestive .Tutt’attorno il bosco è caratterizzato da specie di tipo mesofilo amanti delle esposizioni fresche e umide, con numerosi esemplari di faggio.

Punto didattico numero 6 - Pineto

Antico fulcro della contea dei Da Palude, conserva dell’antico passato numerosi edifici risalenti al tardo medievo, quasi al centro dell’abitato è notabile un’alta casa a torre con retrostante portale sopra elevato difensivo, mentre in prossimità dell’apice del tetto si staglia un rosone in arenaria. Nel borgo sono numerose le case con rampe coperte, di tipologia sei-settecentesca; nel borgo è situata anche una delle più importanti dimore dei conti Da Palude, tuttora visibile benchè assai rimaneggiata, in virtù del duplice loggiato disposto su più livelli, con archi a tutto sesto.
Notabile all’estremità occidentale del paese , un oratorio seicentesco , anch’esso annesso ad una vecchia costruzione attribuita alla famiglia dei Da Palude.

Punto didattico numero 7 - La Pineta a Pino Silvestre

Il sentiero attraversa in questo tratto una delle più belle pinete spontanee della montagna reggiana; essa è interamente costituita da pino silvestre , conifera tipica dell’Europa centro settentrionale e diffusosi anche nell’ Appennino Emiliano a seguito del raffreddamento climatico dell’epoca glaciale, la cui ultima fase è terminata circa 10 mila anni fa. Questa specie arborea, che in Italia è diffusa unicamente nel bacino padano , costituisce quindi un’importante testimonianza paleoclimatica.

Punto didattico numero 8 - Legoreccio

Nel borgo è situato un antico palazzo, localmente indicato come “ Corte Da Palude “, la costruzione, caratterizzata da un cortile centrale sul quale prospetta un loggiato con archi a tutto sesto, appartenne assai probabilmente ad un ramo cadetto dell’importante famiglia feudale.
All’ingresso dell’abitato, in direzione nord, è invece notabile l’alta casa a torre dei Terzi, già dogana in epoca ducale, la cui facciata conserva elementi costruttivi tardo medievali.

Punto didattico numero 9 - Il Castello di Crovara

Il fortilizio , che appartenne alla famiglia dei Da Palude, antichi vassalli della contessa Matilde di Canossa, fu al centro di sanguinose dispute con le truppe comunali di Reggio e Parma. Più volte distrutto e ricostruito, conserva memoria dei cruenti eventi dei quali fu protagonista nelle numerose punte di freccia e dardi di balestra che sono stati raccolti in zona.
Nel fianco meridionale della vicinissima chiesa parrocchiale è notabile una scultura antropomorfa in arenaria proveniente dai ruderi della rocca: trattasi probabilmente di un manufatto augurale.

La Fauna

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Nell’alternarsi di ambienti attraversati dal sentiero Natura (radure, boschi, zone umide e coltivi) è possibile incontrare una grande varietà di fauna. Intorno al torrente Tassaro si trovano infatti habitat adatti alla maggioranza delle specie che vivono nella nostra provincia.
Con un po’ di fortuna può accadere di imbattersi in animali di grandi dimensioni come daini, cinghiali o caprioli , oppure in qualche predatore: piccoli carnivori dalla volpe alla donnola, o insettivori dal riccio ai minuscoli toporagni. Capita a volte di sorprendere anche lepri o qualche roditore di bosco come scoiattoli, ghiri o topi selvatici . Numerosa e molto varia la presenza di avifauna favorita dall’abbondanza di siti adatti alla nidificazione . E’ abbastanza facile nel bosco imbattersi in picchi, ghiandaie. Upupe e cincie. Anche seguire il colo di poiane, cornacchie e allodole negli spazi aperti è frequente. Più occasionale l’incontro nelle zone umide con ballerine, cutrettole ed il caratteristico merlo acquaiolo .Nelle cisterne , abbeveratoi e pozze temporanee presenti lungo il percorso, in primavera si riproducono le tre specie di tritoni, presenti in territorio reggiano . Mentre due specie di rana e le due di rospo depongono le uova lungo il corso del torrente e dei suoi affluenti. Se le zone umide sono il paradiso degli anfibi , gli ambienti serici lo sono per i rettili. Si possono incontrare qui ramarri e lucertole fra i sauri mentre i serpenti comuni come il biacco e la narice dal collare, ma non è raro l’incontro con specie meno diffuse come il cervone o il colubro liscio.
Un grande valore naturalistico ricopre il torrente stesso , grazie alla buona qualità delle acque vi sopravvivono specie altrove quasi scomparse . Insieme con trote e vaironi vivono, infatti, il ghizzo, il gambero di fiume e molti macroinvertebrati che fungono da veri e propri indicatori biologici della qualità ambientale.